Non attiriamo ciò che vogliamo,

                                          ma ciò che siamo.  

 

 
Ci sono momenti nella vita in cui ci chiediamo: " Perché mi  succede sempre la stessa cosa?" . Cambiano i luoghi, le persone, le circostanze. Eppure il copione sembra identico. Incontriamo nuove persone , ma viviamo vecchie dinamiche. Cambiamo relazione, lavoro, città, amicizie...e ci ritroviamo davanti allo stesso dolore, alla stessa delusione, allo stesso senso di solitudine. 
Forse non è il mondo a essere sempre contro di noi. 
Forse, senza rendercene conto, continuiamo a portare dentro di noi lo stesso modo di sentirci, di sceglierci e di lasciarci trattare. 
 
Non attiriamo semplicemente ciò che desideriamo. Attiriamo, spesso , ciò che siamo convinti di meritare. Attiriamo ciò che riconosciamo come familiare. Attiriamo situazioni che riflettono le nostre ferite, le nostre paure, i nostri limiti interiori. E finché non cambiamo dentro, la vita può riproporci lo stesso copione, con attori nuovi. 
Chi non si rispetta , rischia di accettare persone che non lo rispettano. Non perché lo desideri davvero, ma perché, in fondo , quella dinamica gli è conosciuta. Una persona abituata a mettere sempre gli altri al primo posto potrebbe sentirsi in colpa quando prova a dire di no. Potrebbe confondere l'amore con il sacrificio, la disponibilità con l'annullamento, la pazienza con la sopportazione. 
 
Così finisce per accettare parole dure, assenze ingiustificate, promesse non mantenute e attenzioni date soltanto quando conviene all'altro. E magari continua a chiedersi." Perché incontro sempre persone egoiste?". La domanda più profonda , però, potrebbe essere : " Perché continuo a rimanere dove il mio valore viene ignorato?".
Non è una domanda da usare per colpevolizzarsi . E' una domanda che restituisce potere. Perché non siamo responsabili di tutto ciò che ci accade, ma possiamo diventare responsabili di ciò che scegliamo di tollerare, di ciò da cui ci allontaniamo e del modo in cui impariamo a trattarci. Chi vive nella paura, spesso attira o sceglie relazioni che alimentano quella paura. Ha bisogno di continue conferme, interpreta ogni silenzio come un rifiuto, ogni distanza come un abbandono. Può finire accanto a persone fredde o instabili, oppure trasformare anche una relazione sana in un campo di battaglia cercando segnali di pericolo ovunque. Non perché meriti amore, ma perché il suo sistema interiore non ha ancora imparato a riconoscere la tranquillità. 
A volte ciò che è sano ci sembra noioso, ciò che è stabile ci sembra sospetto, ciò che è rispettoso ci appare quasi irreale. Siamo talmente abituati al caos da scambiarlo per passione. Talmente abituati all'incertezza da confondere l'ansia con l'amore. 
 
 
 Chi è in pace, invece , non significa che viva una vita perfetta. Significa che ha imparato a non combattere ogni battaglia , a non inseguire chi si allontana, a non convincere qualcuno del proprio valore. Una persona in pace non cerca relazioni prive di problemi, ma relazioni in cui i problemi possono essere affrontati senza distruggersi. 
 
La pace interiore cambia , il modo di cui guardiamo gli altri. Ci insegna a riconoscere la differenza tra una difficoltà e una mancanza di rispetto, tra un errore e un comportamento ripetuto, tra una persona che sta attraversando un momento complicato e una persona che ci ferisce continuamente senza assumersi alcuna responsabilità. 
 
Quando cambiamo dentro, cambiano anche le nostre scelte. Non perché improvvisamente il mondo diventi diverso, ma perché noi non siamo più disponibili per tutto ciò che prima accettavamo. Non ci accontentiamo più delle briciole solo perché abbiamo fame d'amore . 
Non chiamiamo più " destino " ciò che è una ferita conosciuta. Non definiamo più "chimica" quella tensione che ci tiene costantemente in allarme. Il cambiamento interiore non avviene in un giorno. Comincia con piccoli gesti, spesso invisibili agli altri. Comincia quando smetti di parlare a te stesso con disprezzo. Quando mantieni una promessa fatta a te. Quando riconosci la tua stanchezza invece di ignorarla. Quando dici "non posso" senza sentirti una persona cattiva. Quando comprendi che allontanarti da qualcuno non significa fallire, ma proteggerti. 
Cambia quando smetti di cercare approvazione da chi non ha mai saputo vederti. Quando smetti di inseguire spiegazioni da chi ha dato soltanto confusione. Quando scegli di ascoltare il tuo disagio invece di zittirlo per mantenere in piedi una relazione. 
A volte pensiamo che per cambiare vita sia necessario cambiare ambiente, persone, lavoro o città. E certamente , in alcuni casi , allontanarsi è fondamentale. Ma se dentro rimane la stessa immagine di noi, rischiamo di riprodurre gli stessi schemi ovunque andiamo. 
Possiamo cambiare partner, ma scegliere lo stesso tipo di relazione. Possiamo cambiare lavoro, ma continuiamo a sentirci invisibili. 
Possiamo cambiare amici, ma continuare a interpretarci come quelli che devono sempre dimostrare qualcosa. 
Non cambiare specchio. Cambia riflesso. 
 
 
 Lo specchio non è il problema . Lo specchio mostra ciò che portiamo davanti a lui. Se continuiamo a guardarci attraverso la lente della paura vedremo minacce. Se ci guardiamo attraverso la convinzione di non essere abbastanza, cercheremo conferme del nostro fallimento. Se ci guardiamo con compassione, cominceremo a riconoscere anche le nostre risorse, la nostra crescita, la nostra dignità. 
Questo non significa credere che basti pensare positivo per risolvere tutto. La vita non è una formula magica e non ogni dolore è il risultato dei nostri pensieri. Ci sono ingiustizie , perdite , traumi e circostanze che non scegliamo. Ma anche nelle situazioni che non possiamo controllare, possiamo lavorare sul modo in cui ci sosteniamo , sui confini che costruiamo e sulle persone a cui permettiamo di starci accanto. 
Diventare ciò che vogliamo attrarre significa, prima di tutto, imparare a esserlo per noi stessi. Vuoi rispetto? Inizia a rispettare i tuoi limiti . Vuoi amore sincero? Smetti di tradire te stesso per essere scelto. Vuoi pace? Non continuare a nutrire conversazioni, ambienti e legami che vivono di conflitto. Vuoi persone presenti? Impara ad essere presente nella tua vita, invece di abbandonarti ogni volta che qualcun altro si allontana.
 
La trasformazione vera non è diventare qualcun altro. E' tornare a te. E' togliere, lentamente , tutto ciò che hai imparato per sopravvivere e che oggi ti impedisce di vivere. E' riconoscere che non devi meritarti l'amore attraverso la sofferenza . Che non devi essere indispensabile per avere valore. Che non devi essere perfetto per essere scelto. 
Forse il prossimo incontro importante non sarà con una persona nuova. Forse sarà con una versione nuova di te : quella che non accetta più il minimo, che non si nasconde , che non si abbandona. 
E quando quella persona nascerà, anche il tuo mondo comincerà a cambiare. Non perché avrai finalmente trovato lo specchio giusto, ma perché il riflesso davanti a te sarà diverso.  
 

 Dedico questo scritto a mio marito Manrico, l'amore della mia vita. 

                                    Ricordate: C'è una voce dentro di voi che non usa parole: Ascoltatela.


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       Il mio   percorso personale continua perché credo che non si finisca mai di imparare e perché il passare del tempo e l'avvicendarsi dell' età richiedono, per vivere bene, la conoscenza più profonda di me stessa.
Per condividere le mie esperienze e metterle a servizio anche degli altri ho creato :
Meditare : amarsi in un respiro.
                

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