Più raggiante del sole, più puro della neve, più sottile dell'etere è il Sé, lo Spirito del mio cuore.
Questo Sé sono io. Io sono questo Sé.
R. Steiner
Più raggiante del sole, più puro della neve.
Più raggiante del sole, più puro della neve , più sottile dell'etere: così è il Sé. lo Spirito del mio cuore. E' una frase di Stainer , che non descrive una immagine lontana , né una promessa riservata a pochi eletti. E' la presenza silenziosa che abita ogni nostro respiro, il centro invisibile da cui sorgono i pensieri, i desideri, le parole e i gesti. Questo Sé sono io . Io sono questo Sé.
Eppure, per gran parte della vita, cerco il vero me stesso altrove.Ci identifichiamo con il nome, nel corpo, nella storia, nei successi e nelle ferite. Abbiamo creduto di essere ciò che gli altri vedevano, ciò che riuscivamo a realizzare, ciò che temevamo di perdere. Abbiamo costruito una identità fatta di ricordi e aspettative, di approvazioni ricevute e di giudizi subiti. Ogni esperienza ci sembrava aggiungere un frammento alla risposta che cercavamo : “chi sono?“.
Ma tutte quelle risposte , pur vere a modo loro, erano soltanto abiti indossati dal nostro essere. Il corpo cambia, i pensieri mutano , le emozioni sorgono e scompaiono, i ruoli si trasformano. Siamo stati figlio, amico, studente, lavoratore, compagno, guida, forse anche estraneo a noi stessi. Abbiamo attraversato gioie e dolori, vittorie e sconfitte. E tuttavia , dietro ogni cambiamento, qualcosa è rimasto. Una consapevolezza semplice e tuttavia ogni passaggio, come il cielo osserva il mutare delle nuvole.
Quella consapevolezza è il Sé.
Non posso afferrarla con le mani né definirla completamente con le parole. Ogni affermazione la restringe, ogni concetto la rende più piccola. Il Sé non è un soggetto che posso guardare da lontano , perché è ciò grazie a cui guardo. Non é un pensiero , perché è presente prima che il pensiero nasca. Non è un' emozione , perché accoglie la paura e la serenità senza diventare né l'una né l'altra . E' la luce interiore che rende visibile ogni esperienza.
Più raggiante del sole, perché non illumina soltanto il mondo esterno: illumina anche le ragioni più oscure dell'anima . Quando entro nel silenzio e rivolgo lo sguardo dentro me, scopro che nessuna ombra è assoluta. Anche nel dolore più profondo esiste una scintilla che osserva , respira e attende. Quella scintilla non grida, non pretende, non si impone. Rimane presente . E' la certezza segreta che oltre ogni tempesta, io non sono distrutto.
Più puro della neve , perché non è contaminato dai giudizi che ho accumulato su me stesso. Prima di definirmi forte o debole, degno o indegno, vincente o sconfitto, esiste una purezza originaria. Non devo conquistrla, perché non l'ho mai perduta. Le paure possono coprirla , le abitudini possono soffocarla, la confusione può nasconderla , ma nulla può cancellarla. Come la neve che ricopre la terra senza cambiarne la natura, il silenzio rivela ciò che è sempre stato.
Più sottile dell'etere, perché sfugge a ogni peso e a ogni confine. Non ha forma, eppure dà forma a ciò che vivo. Non occupa spazio, e tuttavia è presente ovunque nella mia esperienza. E' intimo come un sussurro e vasto come l'orizzonte. Quando smetto di seguire il rumore del mondo, posso percepirlo: non come una voce che pronuncia frasi, ma come una quiete viva , una presenza che dice senza parole : "tu sei".
In quella frase si scioglie la separazione. Non sono più soltanto colui che osserva il Sé: io sono questo Sé. Non si tratta di orgoglio, né di affermazione dell'ego. Al contrario , è il superamento dell'ego, di quella parte che vuole distinguersi, possedere, controllare e dimostrare. Dire " io sono questo Sé" significa riconoscere una dimensione più profonda dell'identità, là dove non devo più difendermi dalle opinioni altrui. Significa tornare a casa.
Tornare a casa non vuol dire fuggire dalla vita. Significa viverla con maggiore verità. Il Sé non mi allontana dagli altri; mi rende capace di incontrarli senza maschere. Quando riconosco la luce nel mio cuore, posso riconoscerla anche nel cuore degli altri, persino in chi è confuso , ferito o ostile. Comprendo che ogni persona , sotto gli strati della paura e del desiderio, custodisce la stessa profondità inviolabile.
Allora anche le azioni quotidiane assumono un significato nuovo. Un gesto gentile non è più un dovere , ma un'espressione naturale di ciò che sono. Il perdono non è debolezza ma bensì liberazione . Il silenzio non è vuoto , ma ascolto. La solitudine non è necessariamente abbandono: può diventare lo spazio in cui ritrovo la mia sorgente.
Ogni mattina posso ricordarlo. Prima delle corse, prima dei desideri, prima dei nomi e degli impegni, posso fermarmi un istante e ascoltare . Il respiro entra ed esce . Il cuore batte. Il mondo si risveglia . E nel centro di tutto, quieto e luminoso , il Sé è presente.
Più raggiante del sole, più puro della neve , più sottile dell'etere: il Sé è lo spirito del mio cuore . Non devo cercarlo lontano, perché è la mia natura più autentica. Questo Sé sono io . Io sono questo Sé . E ogni volta che lo ricordo, la vita , per un istante, ritorna alla sua luce originaria.
Dedico questo scritto a mio marito Manrico, l'amore della mia vita.
Ricordate: C'è una voce dentro di voi che non usa parole: Ascoltatela.
Se vuoi saperne di più scrivi a :
mariaselvy@libero.it
Il mio percorso personale continua perché credo che non si finisca mai di imparare e perché il passare del tempo e l'avvicendarsi dell' età richiedono, per vivere bene, la conoscenza più profonda di me stessa.
Per condividere le mie esperienze e metterle a servizio anche degli altri ho creato :
Meditare : amarsi in un respiro.
Attribuzione
I testi sono di mia creazione. E' vietata qualunque forma di divulgazione senza autorizzazione
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