Crescere significa togliere.

                          Togliere ciò che pesa. 

        Togliere ciò che non è più scelta, ma paura.  

          Togliere ciò che non è più una scoperta , 

                         ma sterile ripetizione. 

                                                 Crescere a volte , significa togliere. 

Non aggiungere, non accumulare, non riempire ogni spazio con nuove esperienze, nuove persone, nuovi obiettivi. Crescere significa anche fermarsi e avere il coraggio di guardare ciò che portiamo dentro e intorno a noi. Significa domandarsi, con onestà : "quello che sto tenendo stretto mi sostiene ancora, oppure mi sta lentamente consumando?". 

Viviamo in una socirtà che ci insegna ad accumulare . Più cose, più risultati, più relazioni, più impegni, più conferme.Sembriamo valere in proporzione a ciò che riusciamo a trattenere. Eppure , spesso, la maturità non si misura da quanto possediamo, ma da ciò che sappiamo lasciare andare.

Togliere ciò che pesa non è un gesto di debolezza. E' un atto di rispetto verso noi stessi. 

Ci sono pensieri che abbiamo portato così lungo da considerarli parte della nostra identità. Paure diventate abitudini. Sensi di colpa che abbiamo scambiato per responsabilità. Ferite che continuiamo a riaprire, convinti che soffrire ancora possa finalmente cambiare il passato. Ma non tutto ciò che abbiamo vissuto continuare a vivere dentro di noi. Alcune esperienze ci hanno insegnato qualcosa; altre, invece, hanno già dato tutto ciò che potevano dare. Continure a trascinare non significa onorarle. Significa soltanto permettere loro di occupare spazio nel nostro presente. 

Crescere significa riconoscere la differenza tra ciò che ancora una scelta e ciò che, è soltanto paura o abitudine. 

Restare in un luogo perché lo desideriamo è una scelta . Restare perché temiamo di non trovare altro è  paura. Continuare una relazione perché ci nutre è una scelta. Rimanere perché non sappiamo come ricominciare è paura. Difendere un sogno perché ci accende è una scelta. Insistere su qualcosa che ci spegne solo perchè abbiamo investito tanto è paura. 

 

 Non sempre è facile distinguere le due cose. La paura sa parlare con vece convincente. Ci racconta che cambiare è pericoloso che lasciare andare significa fallire, che il conosciuto è sempre preferibile all'ignoto. Ci induce a confondere la stabilità con l'immobilità e la fedeltà con l'incapacità di scegliere diversamente.

Ma la vita non ci chiede di rimanere fedeli a ciò che ci distrugge. 

A volte ciò che un tempo era scoperta diventa sterile ripetizione. Ci sono strade percorse con entusiasmo , che a un certo punto, smettono di condurci da qualche parte. Ci sono gesti che ripetiamo senza più sentirli, parole che pronunciamo per abitudine , relazioni in cui recitiamo una versione di noi stessi ormai scaduta. E allora continuiamo , non perchè siamo felici , ma perché abbiamo paura di ammettere che qualcosa è cambiato.

Eppure cambiare non è tradire ciò siamo stati. E' riconoscere ciò che siamo diventati. 

La crescita ci insegna a osservare con attenzione ciò che accade dentro di noi. Che cosa ci nutre? Che cosa ci logora? Quali persone ci permettono di essere autentici e quali ci costringono continuamente a dimostrare il nostro valore? Quali esperienze aprono il cuore e quali lo chiudono? Quali scelte ci avvicinano alla verità e quali ci allontanano da noi stessi? 

Non esistono risposte sempre semplici. Talvolta ciò che nutre è ciò che ci dà piacere immediato. Una verità può ferire prima di liberare. Un distacco può far male prima di restituirci pace. Un limite può sembrare una rinuncia , quando in realtà è la forma più concreta di amore verso noi stessi. 

Togliere non significa eliminare tutto ciò che è difficile. Significa imparare a riconoscere la differenza tra una difficoltà che ci fa crescere e una sofferenza che ci mantiene prigionieri . Significa smettere di chiamare " pazienza " ciò che è rassegnazione , "amore " ciò che è dipendenza , "sacrificio" ciò che è annullamento .  

 

 A volte bisogna togliere il bisogno di essere compresi da chi ha scelto di non ascoltarci . Togliere l'urgenza di piacere a tutti. Togliere il confronto continuo, la colpa per non essere perfetti, l'idea di dover dimostrare continuamente di meritare amore, rispetto e spazio. 

Quando lasciamo andare ciò che non ci appartiene più, all'inizio possiamo sentirci vuoti. Quel vuoto può spaventarci. Siamo abituati a riempire ogni spazio, a sostituire immediatamente ciò che perdiamo , a cercare qualcosa che ci distragga dal dolore. Ma il vuoto non è sempre una mancanza. A volte è una soglia. E' lo spazio necessario perché qualcosa di nuovo possa arrivare. 

Togliere non è perdere. E' fare spazio. 

Spazio ad una voce più autentica . Per relazioni capaci di incontrarci davvero. Per desideri che non nascono dal bisogno di approvazione, ma dalla parte più vera di noi. Spazio per la calma , per la presenza, per ciò che non deve essere inseguito con affanno. 

Non tutto ciò che se ne va lascia una ferita. Alcune cose, quando finalmente le lasciamo andare , restituiamo respiro. 

Crescere significa allora scegliere con maggiore consapevolezza. Non trattenere per paura, non lasciare per impulso , ma ascoltare. Ascoltare ciò che dentro di noi si apre e ciò che ci chiude. Ciò che porta luce e ciò che spegne . Ciò che ci rende più veri e ciò che ci allontana dalla nostra essenza. 

E quando avrai il coraggio di togliere ciò che pesa, scoprirai che non stai perdendo la tua vita. La stai liberando. 

Stai preparando uno spazio nuovo, più sincero, più ampio, più tuo . Uno spazio pronto ad accogliere ciò che davvero è destinato a raggiugerti e che per questo lo farà con facilità e naturalezza. 

 

 Dedico questo scritto a mio marito Manrico, l'amore della mia vita. 

                                    Ricordate: C'è una voce dentro di voi che non usa parole: Ascoltatela.


             Se vuoi saperne di più scrivi a :
             mariaselvy@libero.it
 
 
 
       Il mio   percorso personale continua perché credo che non si finisca mai di imparare e perché il passare del tempo e l'avvicendarsi dell' età richiedono, per vivere bene, la conoscenza più profonda di me stessa.
Per condividere le mie esperienze e metterle a servizio anche degli altri ho creato :
Meditare : amarsi in un respiro.
                

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