Ciò che eviti, ti controlla.
Ciò che affronti, ti libera.
Anche ciò che è in te stesso.
Ci sono paure che non fanno rumore. Non urlano , non bussano alla porta, non si presentano con un volto riconoscibile dell'ansia. A volte si nascondono dietro una scusa , un rinvio, un "non è il momento gusto " , un sorriso troppo rapido o una distrazione continua. Le chiamiamo prudenza , stanchezza, abitudine . Eppure, dentro di noi , sappiamo che spesso sono altro : sono ciò che staimo evitando.
Ogni cosa che non affontiamo acquista potere. Un dialogo rimandato diventa distanza. Un errore mai riconoscuto diventa vergogna . Una scelta diventa una gabbia. Una ferita ignorata continua a influenzare il modo in cui amiamo, lavoriamo , reagiamo. Ciò che evitiamo non scompare : si sposta. Si insinua nei pensieri, nelle relazioni , nel corpo. Attende il momento giusto per tornare a farsi sentire .
E più fuggiamo , più la paura cresce.
Non perchè siamo davvero invincibile, ma perchè ogni fuga le insegna che può comandarci. Quando evitiamo una situazione , proviamo sollievo immediato. Non affrontiamo quella telefonata e ci sentiamo più tranquilli. Non esprimiamo ciò che pensiamo e ci risparmiamo il rischio di essere giudicati. Non guardiamo una parte dolorosa di noi e possiamo continuare la giornata come se tutto andasse bene. Ma quel sollievo è solo temporaneo . La paura , invece, impara diventare più grande.
Affrontare non significa non avere pura . significa scegliere di non lasciare che la paura decida al posto nostro.
A volte immaginiamo il coraggio come qualcosa di spettacolare : un gesto enorme, una rivoluzione improvvisa , una vittoria evidente. In realtà , il coraggio spesso è silenzioso. E' mandare quel messaggio sincero. E' chiedere aiuto. E' dire " ho sbagliato" . E' restare in ascolto quando dentro di noi vorremmo scappare. E' ammettere di essere stanchi, arrabbiati, delusi o fragili. E' smettere di fingere di star bene quando avremmo bisogno di prenderci cura di noi.
La libertà comincia da una verità.
Non dalla verità che vorremmo raccontare agli altri, ma da quella che abbiamo cercato di nascondere persino a noi stessi. Perchè ciò che è dentro di noi non può essere sconfitto con la negazione. Possiamo ignorare la tristezza, ma non possiamo impedirle di influenzare le nostre giornate. Possiamo seppellire la rabbia , ma essa troverà altre strade per emergere. Possiamo convincerci di non aver bisogno di nessuno, ma il bisogno di amore e di connessione continuerà a esistere.
Guardarsi dentro è una delle prove più difficili . Il mondo esterno ci offre continuamente occasioni per distrarci: impegni , rumori, obiettivi, persone da accontentare. Restare soli con i propri pensieri può sembrare più inquietante di qualunque problema concreto. Tuttavia , proprio lì nel silenzio che spesso evitiamo , possiamo incontrare le domande importanti: che cosa sto davvero provando? Che cosa sto cercando davvero di proteggere? Da quale paura mi sto facendo guidare? Quale parte di me chiede finalmente di essere ascoltata?
Non tutte le risposte arrivano subito: Alcune hanno bisogno di tempo, di pazienza, forse anche dell'aiuto di qualcuno. Affrontare ciò che è dentro di noi non significa analizzarsi senza tregua o pretendere di risolvere tutto da soli. Significa iniziare un dialogo sincero con la propria priorità. Significa riconoscere che anche le parti più scomode appartengono alla nostra storia e meritano comprensione.
Spesso siamo durissimi con noi stessi . Condanniamo le nostre debolezze, ci vergogniamo delle ferite , pretendiamo di essere sempre forti. Ma una parte di noi non guarisce quando viene umiliata: guarisce quando viene accoltae ascoltata . Non possiamo liberarci da ciò che odiamo di noi. Possiamo , però , imparare a conoscerlo , a comprenderne l'origine e a scegliere un modo diverso di vivere .
Affrontare non vuol dire combettere ogni emozione. Vuol dire permetterle di esistere senza consegnarle il controllo della nostra vita. La paura può essere presente , e noi possiamo comunque fare un passo. La tristezza può accompagnarci , e noi possiamo comunque cercare sostegno. Il dubbio può farsi sentire , e noi possiamo comunque scegliere.
La libertà non è l'assenza di difficoltà . E' la capacità di non essere definiti da esse.
Ogni volta che affrontiamo qualcosa; anche in modo imperfetto , ridimensioniamo il suo potere. Scopriamo che il dolore, guardato da vicino, non è sempre grande quanto lo immaginavamo . Scopriamo che una conversazione difficile può aprire una strada. Che un fallimento può diventare una lezione. Che chiedere aiuto non ci rende deboli, ma consapevoli. Che dentro di noi esistono risorse che non avevamo ancora impararto a riconoscere.
Forse non possaimo scegliere tutto ciò che ci accade , ma possiamo scegliere il rapporto che avremo con ciò che accade. Possiamo continuare a fuggire oppure fermarci. Possiamo alimentare il silenzio oppure pronunciare una parola vera. Possiamo restare prigionieri delle nostre paure oppure attraversarle , un passo alla volta .
Perchè ciò che evitiamo ci contolla. Ma ciò che abbiamo il coraggio di affrontare , anche dentro noi stessi , comincia lentamente a liberarci .
Dedico questo scritto a mio marito Manrico, l'amore della mia vita.
Ricordate: C'è una voce dentro di voi che non usa parole: Ascoltatela.
Se vuoi saperne di più scrivi a :
mariaselvy@libero.it
Il mio percorso personale continua perché credo che non si finisca mai di imparare e perché il passare del tempo e l'avvicendarsi dell' età richiedono, per vivere bene, la conoscenza più profonda di me stessa.
Per condividere le mie esperienze e metterle a servizio anche degli altri ho creato :
Meditare : amarsi in un respiro.
Attribuzione
I testi sono di mia creazione. E' vietata qualunque forma di divulgazione senza autorizzazione
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