La preghiera: elevazione dell'anima verso Dio.
La preghiera è tra i gesti più profondi e universali dell'aesperienza umana.
In ogni epoca e cultura, l'uomo ha sentito il bisogno di rivolgersi a una realtà superiore , di sollevare lo sguardo oltre i confini della propria fragilità e di cercare un incontro con il divino.
Pregare non significa soltanto pronunciare formule conosciute o presentare a Dio una lista di richieste : significa intraprendere un cammino interiore, un processo di elevazione dell'anima verso la sua origine e il suo fine ultimo.
Quando l'uomo prega, infatti , non si limita a parlare con Dio :si apre alla sua Presenza.
La preghiera è un movimento dell'anima , un orientamento radicale dell'essere verso il divino. Essa nasce dal riconosciento che la vita non è autosufficiente , che l'esistenza umana porta in sé una sete di infinito che nessun bene materiale, nessun successo e nessuna conoscenza puramente terrena riescono a colmare. Pregare significa dare voce a questa sete, permette all'anima di superare i propri limiti e di elevarsi verso ciò che la trascende.
Tuttavia , questa elevazione non avviene soltanto per ottenere qualcosa da Dio.
La preghiera è autentica quando ha come fine il divino stesso. L'uomo non prega soltanto perché desidera una guarigione, una soluzione o una protezione; egli prega perché desidera Dio, perché avverte che solo nell'incontro con Lui può trovare pienezza, pace e verità.
Le richieste umane possono essere presenti, e spesso lo sono. Ma esse acquistano il loro significato più profondo quando vengono inserite in una relazione più grande, orientata non soltanto al possesso di qualcosa, bensì alla comunione con Dio.
In questo senso , la richiesta umana non sminuisce la preghiera: al contrario, può diventare il punto di partenza dell'elevazione spirituale.
L'uomo arriva davanti a Dio portando la propria debolezza, le proprie inquietudini, propri desideri.
Non deve nascondere nulla, perché la preghiera é uno spazio di verità. Davanti al divino, l'essere umano può presentarsi così com'è, senza maschere e senza necessità di apparire forte.
La sua richiesta diventa allora una forma di affidamento "non io ma tu per me".
Ma pregare non significa pretendere che Dio si adegui ai nostri desideri.
La preghiera non è un mezzo per piegare la volontà divina alla volontà umana.
E' piuttosto un percorso attraverso il quale la volontà dell'uomo viene purificata, illuminata e resa capace di accogliere un bene più grande. Spesso , iniziando a pregare per una determinata cosa , scopriamo che il vero bisogno del nostro cuore è diverso da quello che pensavamo.
Chiediamo una soluzione immediata, ma troviamo la forza di affrontare una prova; domandiamo che cambi una situazione, ma impariamo a cambiare noi stessi; cerchiamo una risposta , ma riceviamo il coraggio di vivere anche nell'attesa, di riceverla.
La preghiera autentica trasforma colui che prega .
Non sempre modifica immediatamente le circostanze esterne, ma modifica lo sguardo con cui le affrontiamo. Essa dona la pazienza nel dolore, l'umiltà nel successo , speranza nelle difficoltà e gratitudine nella gioia. L'anima che prega non diventa estarnea al mondo ; al contrario , vi ritorna con maggiore consapevolezza e responsabilità. Chi si eleva verso Dio impara anche a riconoscere il valore delle persone, della natura, del tempo e delle occasioni quotidiane.
L'elevazione dell'anima, inoltre non è una fuga della realtà.
Pregare non significa abbandonare la vita concreta per rifugiarsi in un luogo immaginario.
Significa guardare la realtà alla luce del divino,riconoscendo in essa una profondità che spesso rimane nascosta. La preghiera ci insegna a vivere ogni gesto con maggiore attenzione, a comprendere che anche il lavoro, la sofferenza, il perdono e l'amore possono diventare luoghi d'incontro con Dio.
Esistono molti modi di pregare : con le parole, nel silenzio , attraverso il canto, la meditazione , la lettura spirituale o semplicemente con un cuore rivolto al divino.
Anche un sospiro, una lacrima o un desiderio sincero possono diventare preghiera.
Ciò che conta non è la perfezione delle formule , ma la verità di ciò che sentiamo dentro.
Un cuore autentico , anche se confuso, ferito, può elevarsi di più e con profondità maggiore di una voce che recita parole senza partecipazione .
La preghiera è dunque un dialogo: l'uomo parla, ma è chiamato anche ad ascoltare.
Nel silenzio , l'anima si rende disponibile a una presenza che non sempre si manifesta in modo evidente. Dio può parlare attraverso la coscienza , gli avvenimenti , le perone incontarte, la bellezza e persino le difficoltà .
Pregare significa imparare a riconoscere questa presenza e lasciarsi guidare da essa.
In definitiva , la preghiera è elevazione dell'anima al divino , sostenuta e orientata da una richiesta umana. L'uomo porta a Dio i propri bisogni, ma , nel farlo, scopre che il dono più grande non è necessariamente ciò che aveva domandato.
Il dono più grande è l'incontro stesso con il divino, capace di trasformare
il desiderio in affidamento , la paura in speranza e la solitudine in comunione.
Pregare significa aprire il cuore all'infinito e permettere che la luce di Dio illumini ogni dimensione della nostra vita.
Dedico questo scritto a mio marito Manrico, l'amore della mia vita.
Ricordate: C'è una voce dentro di voi che non usa parole: Ascoltatela.
Se vuoi saperne di più scrivi a :
mariaselvy@libero.it
Il mio percorso personale continua perché credo che non si finisca mai di imparare e perché il passare del tempo e l'avvicendarsi dell' età richiedono, per vivere bene, la conoscenza più profonda di me stessa.
Per condividere le mie esperienze e metterle a servizio anche degli altri ho creato :
Meditare : amarsi in un respiro.
Attribuzione
I testi sono di mia creazione. E' vietata qualunque forma di divulgazione senza autorizzazione
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