L'arte di stare nel proprio elemento

                       Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua.



C'é un momento , nella vita, in cui smettiamo di chiederci che cosa dovremmo essere e iniziamo ad ascoltare ciò che siamo . E' un passaggio sottile, ma decisivo : come quando un fiume riconosce i proprio letto , una fiamma trova ossigeno, una radice incontra la terra . Stare nel proprio elemento non significa rinchiudersi in esso, in una identità immutabile, né evitare ogni difficoltà . Significa abitare un luogo interiore in cui le nostre energie circolano con naturalezza, in cui ciò che facciamo non ci svuota , ma ci rende più presenti. 

I cinque elementi- Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua - possono diventare una mappa simbolica per orientarci. Non descrivono soltanto la nostra natura : Raccontano anche il nostro modo di crescere , desiderare, custodire, lasciare andare e trasformarci.

Il legno : La direzione della crescita.


Il Legno é il primo slancio. E' il seme che si apre, il ramo che cerca la luce, la radice che scende nel buio per sostenere ciò che ancora non si vede. Chi vive nel proprio elemento Legno sente il bisogno di avanzare , progettare , imparare, costruire possibilità. La sua energia é dinamica , curiosa, orientata al futuro. 

Stare nel Legno significa concedersi di crescere senza pretendere di aver già una forma definitiva. Un albero non si giudica perché oggi é più basso di domani. Segue il proprio ritmo , attraversa stagioni , affronta potature e tempeste . Anche noi possiamo imparare a distinguere la pazienza dalla rinuncia: crescere non vuol dire correre , ma continuare a tendere verso ciò che ci chiama. 

L'ombra del legno é l'irritazione di chi incontra ostacoli, la rigidità di chi confonde la direzione con l'unica direzione possibile. Per tornare nel proprio elemento occorre allora flessibilità .Un ramo che non sa piegarsi si spezza; uno che si muove con il vento rimane vivo. 

Il fuoco : La potenza della presenza.


Il fuoco é passione, calore, espressione. E' la scintilla dell'idea, il desiderio che accende una scelta, la risata che contagia, lo sguardo che rende tutto più intenso.Il fuoco vive nel presente e chiede di essere sentito, non soltanto spiegato.

Stare nel proprio Fuoco significa riconoscere ciò che ci entusiasma e avere il coraggio di nutrirlo. Non sempre la passione arriva come un incendio: talvolta é una brace discreta, una curiosità che ritorna , un'attività che ci fa perdere la cognizione del tempo. Prendersene cura é un atto di fedeltà verso se stessi. 

Ma il Fuoco ha bisogno di misura. Se divampa senza controllo, consuma; se viene soffocato , si  spegne . La  sua saggezza sta nell'alternanza : ardere e riposare, mostrarsi e raccogliersi, condividere calore senza bruciare chi ci sta vicino. Essere nel proprio elemento non significa vivere sempre al massimo, ma conoscere l'intensità giusta per rimanere luminosi. 

La Terra : l'arte della stabilità. 



La terra accoglie, nutre , sostiene. E' il campo che riceve il seme, la casa in cui possiamo deporre il peso, il corpo che ci ricorda che ogni esperienza ha bisogno di tempo per sedimentare. La terra appartiene a chi sa prendersi cura, creare continuità, trasformare le idee in gesti concreti. 

Stare nella terra significa imparare il valore dell'ordinario. Preparare il pasto , mantenere una promessa, ascoltare qualcuno senza fretta : sono azioni semplici , ma fondamentali. La stabilità non é immobilità ; é la base da cui possiamo muoverci senza perderci.

L'ombra della terra é l'eccesso di preoccupazione , il bisogno di controllare tutto, la tendenza a portare sulle spalle anche ciò che non ci appartiene. Per ritrovare equilibrio , la terra deve ricordare che nutrire non significa sostituirsi agli altri . Una terra troppo compatta non lascia passare l'acqua ;
una terra viva accoglie,  trasforma e restituisce.

Il metallo : la chiarezza del confine.


Il Metallo taglia, distingue , definisce. E' la lama che separa ciò che serve da ciò che appesantisce, la disciplina che dà forma al talento, il confine che protegge uno spazio interiore: Il Metallo ci insegna a dire “no“ può essere un atto d'amore verso la nostra energia. 

Stare nel Metallo significa scegliere. Non tutto ciò che é possibile é necessario ; non ogni richiesta merita una risposta ; non ogni relazione deve essere mantenuta a qualunque costo. La chiarezza libera, perché impedisce alla vita di disperdersi in mille direzioni. 

Eppure anche il Metallo può diventare duro. Il perfezionismo, il giudizio e la freddezza sono le sue deformazioni. Una lama affilata é utile, ma non può diventare il modo con cui trattiamo ogni persona e ogni errore. La vera forza del metallo non consiste nell'essere influenzabili , bensì nel saper distinguere senza perdere umanità.

L'acqua : La Sapienza del fluire.


L'acqua conosce il movimento profondo.Scende , avvolge, scava, riflette . Non ha bisogno di imporsi per trasformare il paesaggio : procede , cerca passaggi, aggira gli ostacoli . L'Acqua appartiene a chi ascolta l'intuizione , attraversa l'incertezza e comprende che non tutto può essere controllato .

Stare nell'Acqua significa accettare i tempi invisibili . Ci sono periodi in cui non produciamo risultati immediati, ma stiamo maturando nel silenzio. Come una sorgente sotterranea , la nostra energia può continuare a muoversi anche quando la superficie appare ferma.

L'ombra dell'Acqua é la paura , il dubbio che paralizza, la tendenza a scomparire invece di partecipare . Per restare fluida, l'acqua ha bisogno di una sponda : una direzione , un impegno , un corpo che contenga. Fluire non vuol dire lasciarsi trascinare ; significa muoversi senza tradire la propria natura. 

Nessuno di noi appartiene a un solo elemento. In una giornata possiamo essere Legno, protesi verso un progetto; Fuoco animati dall'entusiasmo ; Terra , concentrati sulla cura; Metallo, intenti a stabilire un confine; Acqua , disponibili ad ascoltare ciò che emerge.La maturità consiste nel riconoscere quale elemento ci serve  quel momento e quale, invece, chiede di essere risvegliato.

Forse l'arte di stare nel proprio elemento non é trovare un luogo permanente , ma imparare a passare dall'uno all'altro senza smarrirsi. Crescere come il legno, brillare come il fuoco, radicarsi come nella terra, scegliere come il metallo , fluire come l'acqua.

Quando smettiamo di forzarci a essere ciò che non siamo, non diventiamo più piccoli .  Diventiamo più disponibili alla nostra forma autentica. E allora la vita , invece di sembrare una prova da superare , comincia ad assomigliare a una danza: ogni elemento entra al momento giusto , sostiene gli altri , lascia spazio, cambia ritmo. 

Stare nel proprio elemento é questo: 
ascoltare la materia di cui siamo fatti e permetterle , finalmente , di esprimersi. 

                                            Dedico questo scritto a mio marito Manrico, l'amore della mia vita. 

Ricordate: C'è una voce dentro di voi che non usa parole: Ascoltatela.

Se vuoi saperne di più scrivi a :
mariaselvy@libero.it

Il mio percorso personale continua perché credo che non si finisca mai di imparare e perché il passare del tempo e l'avvicendarsi dell' età richiedono, per vivere bene, la conoscenza più profonda di me stessa.
Per condividere le mie esperienze e metterle a servizio anche degli altri ho creato :
Meditare : amarsi in un respiro.

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