Il dolore e l'estasi sono i due volti della stessa medaglia, esperienze che se attraversate segnano in maniera profonda la nostra vita. Se bene sembrano emozioni antitetiche, condividono un territorio comune nel corpo e nella mente. Comprendere anatomia di questi stati intensi significa entrare in contatto con radici più profonde dell'essere umano : il modo in cui il nostro organismo riceve, processa e reagisce a stimoli capaci di trasformare radicalmente la nostra percezione di noi stessi e quindi del mondo.
Il dolore, nella sua forma più elementare è un segnale d'allarme. Quando su di noi si abbatte il diluvio del dolore e della malattia, ci chiediamo : Perché proprio a noi ? Ci chiediamo se ce la faremo a sopportarlo? Come farlo passare ?
Il dolore Nessuno lo vuole. E' scomodo , e spesso come ho detto, motivo di allarme. Tuttavia il compito che esso svolge per la coscienza adombrante é non meno importante di quello di tutti gli altri sensi specializzati, come udito e vista. Esso possiede degli organi di senso propri che lo risvegliano, pensiamo che é una estensione degli altri sensi ad esempio troppa luce o troppo rumore ma esso é decisamente un senso a sé.
Se i cinque sensi li usiamo per prendere informazioni dall'ambiente che ci circonda, la scienza esoterica sostiene che sono una estensione della nostra coscienza interiore e non soltanto di quella esteriore. Il troppo dolore può modificare la soglia degli impulsi ricevuti dagli altri sensi.
Aspetti esoterici del dolore
Cosa possiamo dire di quella sofferenza o di quell'angoscia che non possiamo misurare con scale e numeri, dolore mentale e emotivo? Dal punto di vista esoterico la misura in cui un uomo deve soffrire dipende in gran parte delle informazioni codificate nell'atomo permanente del suo corpo fisico. Queste informazioni sono determinate dal Karma e in special modo dal suo karma fisico. Fattore altrettanto importante é il grado di spiritualità raggiunto. Coloro che han raggiunto uno sviluppo spirituale maggiore, hanno una responsabilità maggiore nei confronti dell'umanità e quindi devono condividere il fardello di Karma doloroso in misura maggiore di coloro che hanno uno sviluppo minore. Mentre la coscienza umana lentamente si eleva e mentre i manicomi si affollano e aumenta la vendita di farmaci, l'umanità può trovare consolazione alla sua sofferenza soltanto attraverso i veri insegnanti esoterici, attraverso la luce che portano sull'argomento del dolore. Il dolore é uno dei due serpenti attorcigliati intorno al caduceo. L'altro é la gioia
Il dolore e la gioia portati all'estremo diventano sofferenza ed estasi. Nelle prove dell'iniziazione, essi raggiungono l'armonia nell'estasi dolorosa. E' intorno alla verga dell'iniziazione che i due serpenti si attorcigliano:
"Non é sul sentiero del piacere, né su quello del dolore che avviene la liberazione, o la saggezza può essere ottenuta. E' trascendendo entrambi, fondendo il dolore e il piacere, che si raggiunge la meta, quella meta che si vede in lontananza, come un punto luminoso e si perde nelle tenebre di una notte invernale." Alice A. Bailey
Ci sentiamo dire che il dolore significa seguire la linea di massima resistenza, attraverso cui si raggiunge la vetta della montagna. Il dolore é il freddo dell'isolamento, che conduce al calore del sole centrale. E' bruciare nella fornace, per poter conoscere la freschezza dell'acqua della vita. E' il viaggio in un paese lontano che raggiunge il suo culmine per terminare nella Casa del Padre.
E' l'illusione del ripudio del Padre, che conduce il figliuol prodigo direttamente nel suo cuore. E' la croce della perdita totale, che restituisce le ricchezze della bontà eterna. E' la sferza che spinge il costruttore a lottare, per arrivare alla perfezione nella costruzione del tempio. I vantaggi del dolore sono molti e guidano l'anima fuori dalle tenebre e dentro la luce, fuori dai legami verso la liberazione e fuori dall'agonia verso la pace. Quella luce , quella pace e quella liberazione, nell'ordinaria armonia del cosmo sono per tutti i figli dell'uomo.
La meditazione e l'applicazione cosciente della volontà possono comunque ottenere questo risultato attraverso la sottomissione del corpo, ma in modo più dolce. Il corpo si sottomette a qualsiasi cosa per sottrarsi al dolore : grida, contorcimenti, fuga, eccetera ma tali attività sono fuori dal controllo della volontà, quindi , sono senza valore per il praticante e l'esoterista. L' alternativa é un processo che non ha eguali nell'accelerazione dell'evoluzione dell'uomo interiore e cioé la sottomissione deliberata e gioiosa del corpo al dolore.
Il distacco é la grande qualità da coltivare : esso deve essere sviluppato insieme alla volontà di sottoporsi gioiosamente a qualunque scomodità temporanea, dolore o agonia, tenendo in mente la gloria futura che spazzerà via le nuvole dell'ora presente.
Classificazione del dolore.
- c'è il dolore che deriva dall'apprendimento attraverso il processo per prove ed errori. Ogni uomo attraversa questo tipo di dolore, una volta o l'altra, è una parte del processo di formazione e di integrazione della personalità: in questo tipo di dolore non si dovrebbe interferire negli altri. Impariamo dai nostri errori attraverso il dolore che provoca, e un uomo che non ha mai fatto errori, che crede di non averne fatti o che non dona a se stesso la possibilità di imparare da essi, non ha fatto nulla. Una educazione troppo protettiva nei confronti dei bambini evitandogli tutti i colpi della vita non darà la possibilità ad essi di comprendere la differenza tra giusto o sbagliato, creerà uomini e donne fragili e se osserviamo la nostra società ce ne accorgiamo, e tale modo educativo non preparerà al severo processo di modellamento del discepolo e dell'iniziazione.
- Poi c'é il dolore che l'individuo prova anche se non gli spetterebbe dal punto di vista Karmico. Persone abbastanza libere dal Karma comunque restano coinvolte in una serie di circostanze che creano grande dolore: guerre, incidenti, terremoti eccetera, circostanze che non appartengono al processo di prova ed errore. Queste dovrebbero essere aiutate in ogni modo a sopportare il dolore che incontrano.
- Il dolore della sconsideratezza e delle azioni involontarie di vite passate è il più difficile da riconoscere e da affrontare. Le malattie fisiche, emotive e mentali, o le malformazioni fonti di dolore, sono opera di un preciso meccanismo, che fornisce nel modo più efficiente all'anima incarnata i veicoli di apprendimento più adatti a favorire l'eliminazione dei difetti sopravvissuti alle lezioni di una vita precedente.
- In fine, c'é il dolore più spaventoso e, allo stesso tempo più dolce di tutti. Spaventoso perché appartiene ad una dimensione diversa da quella conosciuta dai più, e dolce perché é accettato in maniera volontaria. La dimensione é diversa perché ha un carattere planetario. Si tratta del dolore del Maestro Gesù che assunse su di sé, e che tutti i discepoli sul sentiero devono condividere. Potrei fare l'esempio di Padre Pio , di Francesco e di molti altri santi che han condiviso dolore trasformato in estasi nel loro percorso , dolere che hanno accolto in maniera volontaria, vissuto, attraversato ed ascoltato fino a trasformarlo in amore, gioia, dolcezza.
Chi opera sul Sentiero sa e potrebbe fare molti esempi di discepoli che per scelta portano su di sé una parte di quel fardello, in modo che le anime più giovani , per i piccoli che verranno, la via non sia troppo tortuosa o dolorosa . Capita che un discepolo giunto allo stremo delle forze, stanco ed esausto dopo una vita di servizio, a volte decida di contrarre volontariamente una spaventosa malattia, che comporta anche dolori terribili. Egli soffrirà da solo, senza vedere dottori, senza chiedere sollievo, nel suo atto finale di servizio, nella riduzione del fardello comune del dolore.
Ma il dolore non é soltanto una questione fisica: é anche un'esperienza emotiva e psicologica complessa. Le aree celebrali coinvolte includono l'amigdala, che regola gli stati emotivi , e l'isola, responsabile della coscienza corporea. Così il dolore si fa più intenso o si attenua a seconda del contesto emotivo, delle aspettative e della nostra capacità di resilienza. Ed é per questo che una stessa ferita può essere percepita in modo diverso da due persone e da uno stesso individuo in momenti diversi. L'estasi, al contrario, é uno stato di profonda beatitudine e piacere, una sensazione che trascende la normale esperienza quotidiana e ci porta a uno stato di completa fusione tra corpo e mente .Anche questa é governata da processi neurologici sofisticati. Durante l'estasi, il cervello rilascia neurotrasmettitori come la dopamina , la serotonina e le endocrine, noti come “ormoni della felicità".Queste sostanze chimiche agiscono sui circuiti della ricompensa , inondando il sistema nervoso di sensazioni di gioia e benessere.
La luce che illumina il cammino, conferma che oltre il limite del dolore esiste un'energia rigenerativa, un'espansione dei confini di sé. Conoscere l'anatomia di questi fenomeni significa imparare a riconoscerli , ad ascoltare i segnali che il nostro corpo ci manda. Significa abbracciare l'interezza dell'esperienza umana, accogliendo con consapevolezza tanto i momenti di tenebra quanto quelli di splendore. In questo viaggio , il dolore e l'estasi non sono nemici , ma compagni inseparabili che ci conducono verso una comprensione più profonda di noi stessi e del mondo che ci circonda. In definitiva, il dolore e l'estasi si raccontano attraverso il linguaggio del corpo e della mente, manifestandosi come espressione di una realtà più grande. Sono il battito incessante dell'esistenza , pulsazioni che ci ricordano quanto sia preziosa ogni emozione , ogni respiro, ogni istante vissuto in pienezza. Solo attraversandoli entrambi possiamo cogliere il vero senso della vita: un equilibrio dinamico tra fragilità e forza, sofferenza e gioia, oscurità e luce.
Dedico questo scritto a mio marito Manrico, l'amore della mia vita.
Ricordate: C'è una voce dentro di voi che non usa parole: Ascoltatela.
Se vuoi saperne di più scrivi a : mariaselvy@libero.it
Il mio percorso personale continua perché credo che non si finisca mai di imparare e perché il passare del tempo e l'avvicendarsi dell' età richiedono, per vivere bene, la conoscenza più profonda di me stessa. Per condividere le mie esperienze e metterle a servizio anche degli altri ho creato : Meditare : amarsi in un respiro.
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